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Enrico Carosio – Natale e Positive Organizations

Enrico Carosio – Natale e Positive Organizations

Il Natale è orami prossimo. Profumo di festa, incontri e per molti soprattutto tranquillità e riposo lontano dai luoghi di lavoro, almeno per qualche giorno.
Fermarsi e vivere un po’ del proprio tempo in contesti meno stressanti è un desiderio tanto agognato ma altrettanto breve che non sempre ci allontana completamente dai pensieri del lavoro.
Nonostante cerchiamo di convincerci, illusoriamente, che il lavoro è una cosa e la vita personale è un’altra, i pensieri sulla nostra professione sono un argomento costante, talvolta anche in ferie.
Il lavoro è una delle massime espressioni delle attività umane più significative ed importanti ed è anche per questo che può procurare piacere e gioia, fatica e pena e risulta assai difficile riuscire a “staccare” in modo netto una volta usciti dal nostro ufficio.
L’idea, ancora presente nella nostra cultura, che “vita” e “lavoro” sono oggetti separati ci pone talvolta in una condizione di contraddizione interna tale da non farci percepire l’importanza di investire energie per vivere al meglio e positivamente i nostri luoghi il lavoro: sono altro da me.
Da tempo, numerosi studi ci confermano che il lavoro rappresenta una dimensione di senso del nostro essere al mondo, contribuisce al percorso di autorealizzazione della persone, è occasione di cambiamento interno e esterno agli individui, produce capitale sociale (le relazioni) e ricchezza non solo economica ma anche sociale. In teoria noi tutti siamo consapevoli di questo ma il quotidiano non perdona, ci travolge e allora molliamo il colpo cercando, legittimamente, la felicità e la serenità al di fuori (famiglia, viaggi, riposo, divertimento).
Eppure, le persone più felici e serene sono quelle che “sentono” che il anche loro lavoro ha un senso “e ogni lavoro può essere significativo se il tuo cervello dice che lo è” come afferma Shawn Achor, psicologo e saggista “possiamo infondere senso a qualsiasi attività lavorativa se ci focalizziamo sulla costruzione di relazioni, sullo sviluppo delle capacità o sul supporto che ne riceviamo anche per le nostre famiglie”. Negli studi sui modelli innovativi delle cosiddette “positive organizations”, le organizzazioni positive, una delle chiavi per una felicità sostenibile è la ricerca di obiettivi stimolanti, di relazioni positive con colleghi e clienti e un senso più ampio a cui ricondurre ogni attività che svolgiamo. Avere sempre più soldi, lavorare di meno e fare carriera sono strategie che funzionano, ma non durano a lungo ma, soprattutto, rischiano di non soddisfare pienamente il nostro proposito vita.
Tutto questo non deve risuonare come un insieme di parole retoriche o buoniste o, peggio, solo una speranza o un’utopia: per attivare, gestire e sviluppare questa dimensione positiva servono una profonda conoscenza dell’uomo, delle dinamiche psicologiche della personalità e dei gruppi, dei metodi organizzativi che oggi sono oggetto sempre più frequente degli studi socio-economici in ogni parte del mondo e delle culture.
Se per caso qualcuno di noi dovesse trovarsi nella condizione di questo dualismo disorientante, le prossime feste potrebbero rappresentare un momento privilegiato per un classico impegno da letterina di Natale: “Al mio rientro voglio rendere più felice il mio luogo di lavoro”. Perché un pezzo della responsabilità è tutto nostro. Buon Natale e buon lavoro.

Riferimento bibliografico:
F. Laloux, Reinventare le organizzioni, GueriniNext, 2017

By |2020-01-07T16:39:44+00:00dicembre 9th, 2019|CASCO enterprise|0 Comments

Lavoriamo con le persone per le persone.
Siamo convinti che ogni azione individuale o collettiva abbia ricadute sul territorio e i nostri progetti nascono per impattare positivamente su tutta la comunità locale.
Per questo non offriamo soluzioni generiche: ogni percorso che proponiamo è personalizzato e studiato sulle esigenze del committente, che sia uno studente, una scuola o un’impresa.
Il nostro lavoro parte dall’ascolto e, attraverso la ricerca continua e il contributo di diverse competenze, arriva a creare progetti “su misura”.
Non è certo la strada più facile da percorrere, ma è quella in cui crediamo.

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