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È nata la CASCO Community

casco community parma

È stata inaugurata sabato 25 gennaio, presso Officine On/Off, la Community di CASCO, il Centro per gli Apprendimenti e lo Sviluppo delle Competenze nato in seno alla Cooperativa Sociale Gruppo Scuola. 

CASCO Community intende rivolgersi alle comunità dei cittadini, ai gruppi e ai singoli interessati alla formazione sulla ricerca sociale, quella branca di studi che si pone l’obiettivo di trasformare i nostri territori con azioni sinergiche, graduali, condivise.

Il lancio dell’iniziativa è avvenuto in occasione di “A scuola sto bene”, il primo dei 10 appuntamenti gratuiti della rassegna “I Lunedì dell’Apprendimento”, progettata da un team di Social Designer che intersecano le proprie competenze per attraversare una serie di domande. Proprio la multidisciplinarietà è uno degli strumenti di un’ipotetica cassetta degli attrezzi che ci può aiutare nel tentativo di ri-disegnare alcune coordinate di senso. 

→ Perché un’area dedicata alla comunità?

 Oggi sappiamo dell’esistenza dei cosiddetti “neuroni specchio”, gruppi specializzati di cellule neurali implicati nello scambio di emozioni, che risuonano nel nostro cervello quando osserviamo gli altri. Come se a compiere certi gesti o vivere certe emozioni fossimo noi.  Ci permettono di comprendere e sintonizzarci sull’altro, spiegando fisiologicamente la nostra capacità di porci in relazione.

La scienza dà oggi per assodato che il benessere sia profondamente legato alla connessione e all’intimità sociale. È certa che l’uomo abbia bisogno di coinvolgersi, non alienarsi, e numerose indagini dimostrano che tra i fattori determinanti per la cosiddetta felicità ci siano aspetti essenziali come l’affiliazione, la condivisione, la vicinanza, la profondità dei legami.

Eppure viviamo in una società affamata di comunità, dove il “Noi”, questa fondamentale dimensione umana, è sacrificata e confinata a favore di una sottolineatura dell’Io, di un individualismo esasperato, di “selfie” emotivi, affermazione di sé, competitività e disinteresse degli altri che hanno trasformato stili e comportamenti della vita quotidiana. Il Noi è impopolare, l’entrare in rapporto con gli altri, condividere e sostenersi reciprocamente, viene malvisto, se non deriso. A livello sociale e culturale ma anche economico e politico.

Anche la cronaca di ogni giorno non aiuta, in questo senso. Perché tende a riportarci solo gli aspetti negativi di insiemi come coppie, gruppi, compagnie, associazioni. Contribuendo a infonderci una certa diffidenza generalizzata, alimentare paura degli altri, dello sconosciuto, del diverso, di chi non ci somiglia.

Poco ci parla invece della ricchezza legata alle risorse che un gruppo può attivare. Delle possibilità che offre. Del bisogno che ne abbiamo. Di quanto possa essere nutriente sentirsi parte di una comunità, quanto aiuti a definire il nostro stare al mondo. Dell’importanza della condivisione, cooperazione, scambio, confronto nelle varie declinazioni del Noi: la coppia, la famiglia, gli amici, un gruppo di appartenenza, la gente comune, tutti gli esseri viventi.

→ Mai come oggi nella nostra società si avverte il bisogno di un ritorno al NOI,

…in un’epoca che ci ha sinuosamente ammaliato nello specchio narcisistico dell’Io, un tempo che ha nel selfie il suo simbolo di potenza. Siamo convinti che sia necessario tornare a formulare ipotesi trasformative nella collettività, a condividere esperienze in grado di tessere le reti necessarie al cambiamento.

La nostra è una società affamata di comunità dove però la dimensione collettiva, il “Noi”, è sacrificata e confinata a favore di una continua e ossessiva sottolineatura dell’Io, tra “selfie” emotivi, affermazione di sé, competitività e mancanza di empatia.

D’altra parte un’atmosfera di cambiamento inizia a respirarsi su più fronti trasversali, sia nel campo generale delle scienze umane ma anche sul terreno più insidioso dell’economico, laddove si registrano tendenze anomale, una nuova etica del condividere, del barattare, del prestare, del commerciare, del noleggiare, del donare e dello scambiare attraverso le quali il consumo collaborativo sta scardinando i modelli di business più datati e reinventando non solo ciò che consumiamo ma anche come lo consumiamo.

Per immaginare nuovi sentieri ipotizziamo percorsi lunghi, faticosi, ineludibili. In primis urge una riconnessione dei tanti Io disseminati nei deserti social, una nuova manutenzione del sé che sappia rinsavirci dalla sbronza interattiva.

Possiamo immaginare la costruzione di processi realmente generativi e trasformativi, agiti dalle nostre stesse comunità locali? Siamo ottimisti e rispondiamo con un energico Sì!

Chi opera nel settore della comunicazione, delle relazioni e del sostegno non può che adottare una postura positiva, conscia dei possibili fallimenti, dell’importanza dell’errore, ma convinta che si possa intraprendere il cambiamento.

CASCO
centro per gli apprendimenti e sviluppo di competenze

CASCO, così come la rassegna “I Lunedì dell’Apprendimento”, che propone 10 appuntamenti gratuiti da gennaio a dicembre 2020 con l’obiettivo di aprire un discorso con la comunità, è un azzardo necessario per connettere esperienze, pratiche, visioni.

Stefano Manici

Docente, educatore e Responsabile CASCO Community

Contattaci per conoscerci meglio il primo incontro è gratuito!

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By |2020-02-03T18:16:30+00:00febbraio 2nd, 2020|Community|0 Comments

Lavoriamo con le persone per le persone.
Il nostro lavoro parte dall’ascolto, attraverso la ricerca continua e il contributo di diverse competenze, arriva a creare progetti “su misura”.
Non è certo la strada più facile da percorrere, ma è quella in cui crediamo.

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